Tecnologia no-dig e incidenti: le vere cause e come evitarli

È giusto fermarci a riflettere su alcuni eventi che si sono verificati negli ultimi tempi e che hanno destato preoccupazione ed interrogativi relativi a come applicare in modo sicuro la tecnologia di Perforazione Orizzontale Controllata. Ogni tipo di tecnologia richiede delle precauzioni da prendere per far sì che nessuno corra dei rischi; se non si rispettano le procedure corrette, si possono verificare incidenti più o meno gravi. È così per qualsiasi tipo di tecnologia, senza eccezioni.

Viviamo in città il cui sottosuolo è caratterizzato da un reticolo di condotte e cavi di varia natura e soggetto ad usura, rinnovamento e integrazione continua.

Creare un’infrastruttura ci lega alla sua gestione e al suo mantenimento, soprattutto se queste infrastrutture implicano forze ed energie che possono creare danni se mal gestite.

Il dissesto idrogeologico causato dalle opere umane in alcune regioni del nostro paese è un chiaro esempio di quali conseguenze e responsabilità comportino le infrastrutture urbane.

Le tecnologie e le infrastrutture infatti possono aiutare gli uomini, ma non potranno mai sostituirsi al buon senso e alla cura e prudenza di chi lavora e di chi amministra i lavori e il territorio.

 Come fornitori di tecnologie vogliamo fare la nostra parte perché fatti simili non si ripetano.

Si sono verificati incidenti in contesti di posa di condotte che hanno utilizzato tecniche considerate normalmente più sicure rispetto agli scavi tradizionali. La Perforazione Orizzontale Controllata infatti, è una tecnologia che, se applicata correttamente, è sicura ed efficiente. I dati dimostrano che le tecnologie No-Dig riducono del 70% gli infortuni nei cantieri[1] e dell’80% i costi socio-ambientali che derivano da danni al manto stradale e disagi per i centri abitati[2]. Tuttavia, una tecnologia sicura non è sufficiente, se non c’è collaborazione e piena attenzione di tutte le parti coinvolte e se non si condivide in modo coordinato l’obiettivo comune di effettuare la posa in sicurezza, per gli operatori e per chi si trova nelle immediate vicinanze della sede di lavoro.

La tecnica di Perforazione Orizzontale Controllata è ampiamente diffusa in Paesi molto avanzati; è questo il caso, per esempio, degli Stati Uniti e del Nord Europa, dove sono utilizzate quasi univocamente in ambito urbano tecnologie No-Dig. Anche qui in passato si sono verificati incidenti più o meno significativi, ma il fatto che la Perforazione Orizzontale sia così diffusa dimostra che con pragmatismo e intelligenza è possibile adottare tutte le misure di sicurezza necessarie per poter operare senza rischi e senza bloccare il mercato. La sicurezza non deve diventare una scusa per fermare l’economia del Paese. I lavori si devono e si possono fare velocemente e nel modo corretto senza demonizzare tecnologie che si sono dimostrate più efficienti e meno invasive nell’interesse di tutti.

Le imprese di scavo, gli enti locali preposti alla gestione delle reti di sottoservizi, le associazioni di categoria, i vigili del fuoco, tutti devono coordinarsi e operare in sicurezza per ridurre al minimo gli incidenti sul lavoro. Se i lavori di indagine preliminare, di posa e di verifica sono svolti nel rispetto di prassi di buon senso e con la collaborazione di tutti gli interessati (gestori dei sottoservizi, enti, responsabili comunali e tutti gli altri soggetti coinvolti), la tecnologia di perforazione è sicura.

Altrimenti esattamente come ogni altra tecnologia non lo è.

Aerei, auto, ponti, sostanze chimiche, elettricità, reti gas e ogni altra comodità per l’uomo comportano rischi se utilizzate male e senza la dovuta cura.

Senza volerci sostituire agli organi preposti, per fare la sua parte Vermeer Italia ha deciso di intraprendere una campagna continuativa di sensibilizzazione e vigilanza del rispetto delle prassi di sicurezza.

In questo articolo pubblichiamo di seguito la prima versione delle nostre best practices di sicurezza, che ci impegniamo ad integrare e promuovere costantemente da oggi in poi, presso tutti i nostri interlocutori nelle attività No – Dig, in ogni occasione possibile.

Vediamo quindi quali sono i passi che secondo noi devono essere assolutamente contemplati per lavorare in sicurezza in ambito urbano, in collaborazione e coordinamento con tutti i soggetti coinvolti.

  1. L’impresa che segue il lavoro di posa deve affidare la gestione del cantiere e dei macchinari a operatori esperti e qualificati per la specifica tecnologia.
  2. Bisogna utilizzare macchinari dotati di tutti i requisiti operativi e di sicurezza richiesti dalla normativa vigente sia tecnica (norme UNI-EN 16228-3) sia di legge (Direttiva macchine 2006/42/CE) e che rispondano nel tempo a idonei standard qualitativi e tecnologici.
  3. L’ impresa deve individuare quali sottoservizi siano presenti e a che profondità si trovino, richiedendo ai gestori dei diversi sottoservizi la mappatura completa e corretta delle reti, che deve essere fornita in tempi brevi, per non causare ritardi e danni economici alle imprese e ai cittadini. L’indagine dovrebbe essere completata da personale qualificato e competente in tecnologia no-dig mediante ispezione del sottosuolo effettuata con georadar. L’indagine deve essere infine verificata con una completa osservazione del sito di scavo e dei pozzetti esistenti fino ad ottenere la massima chiarezza sulle condizioni del sottosuolo.
  4. Devono essere conosciuti gli enti preposti alla gestione delle emergenze e delle riparazioni, in modo che, in caso si verifichi un incidente, la segnalazione del problema sia immediata e ci possa essere un intervento tempestivo ed efficace.
  5. Gli operatori devono stabilire i giusti spazi per la sistemazione delle attrezzature e il posizionamento delle macchine di perforazione in base all’angolo di entrata nel terreno dell’asta, che solitamente prevede un’inclinazione di 10°-20°, evitando un’inclinazione sbagliata.
  6. Gli operatori devono procedere con la perforazione seguendo l’andamento del lavoro con sistemi di controllo definiti “walk over”, un sistema di rilevazione dati collegato con la testa di perforazione e gestito direttamente da un secondo operatore, che in questo modo controlla dalla superficie l’andamento della perforazione in coordinamento con l’operatore alla macchina scambiando ogni informazione in tempo reale e mettendo in continua relazione lo studio del sottosuolo con l’andamento della perforazione.
  7. In caso di incidenti l’impresa incaricata dei lavori deve avvisare tempestivamente il gestore e gli enti di sicurezza preposti, in modo che possano intervenire subito e riparare i danni. Qualora il danno riguardasse condotte che trasportano materiale pericoloso (come il gas), gli enti di sicurezza (pompieri, vigili) devono intervenire con procedure interne rapide e tempestive.
  8. Le mappature dei sottoservizi devono essere aggiornate ed archiviate con i dati rilevati in seguito ad ogni lavoro sulle reti e devono essere tenute aggiornate e disponibili per successivi interventi (Decreto legislativo 33 del 2016 – Istituzione di un catasto delle infrastrutture).

(Nota bene: questo comunicato non deve essere considerato esaustivo delle procedure che ogni ente, operatore o impresa ritiene necessario mettere in pratica per operare in sicurezza. Sono solo una serie di raccomandazioni  da tener presente in aggiunta a ogni altra pratica di sicurezza nota.)

È chiaro dunque che l’elemento fondamentale sia il coordinamento e la collaborazione efficiente tra le parti. Ogni soggetto coinvolto è responsabile allo stesso modo del risultato del lavoro di posa.

Dato che questa collaborazione non è scontata, ogni operatore dovrebbe procedere come se fosse l’unico responsabile della riuscita delle operazioni. Se ogni persona coinvolta opererà con questa prospettiva ci sarà più controllo su ogni fase del lavoro e il rischio di incidenti sarà azzerato.

Per quanto ci riguarda, promuovere un uso corretto della tecnologia di perforazione è fondamentale. Solo con indicazioni precise è possibile lavorare in sicurezza.

Segnaliamo per questo che UNI, l’Ente Italiano di Normazione, è al lavoro per pubblicare tre prassi di riferimento molto importanti relative alla “Tecnologia di realizzazione delle infrastrutture interrate a basso impatto ambientale”: “Sistemi per la localizzazione e mappatura delle infrastrutture nel sottosuolo”, “Posa di tubazioni a spinta mediante perforazioni orizzontali” e “Sistemi di perforazione guidata: Trivellazione Orizzontale Controllata (TOC)”. Sono documenti fondamentali per fornire le direttive di base per applicare la tecnologia in modo corretto e sicuro.

Come Vermeer Italia ci impegniamo come dicevamo a portare avanti da oggi in poi una campagna di continua sensibilizzazione sul soggetto, divulgando periodicamente nelle nostre newsletter e nei corsi per operatori ogni pubblicazione interna o di altri soggetti che faciliti la conoscenza ed il rispetto delle norme di sicurezza.

Pubblicheremo e diffonderemo un opuscolo informativo completo che contenga ogni contenuto valido in questo senso e lo distribuiremo ad ogni cliente, operatore ed ente con cui veniamo in contatto.

Qualsiasi altra iniziativa ci venisse proposta verrà presa in esame in cooperazione con tutti gli attori del comparto.

Siamo certi che la conoscenza delle modalità di prevenzione e la relativa responsabilizzazione siano le uniche soluzioni per lavorare in un futuro di maggiore sicurezza nella gestione dei sottoservizi.

Grazie dell’attenzione.

Vermeer Italia

[1] Osservatorio INAIL, Tecnologie trenchless e riduzione dei rischi, in “Ambiente e Sicurezza” del Il Sole 24 Ore, 2011.

[2] Luca Giacomello, Paolo Trombetti, Valutazione dei costi socio ambientali delle tecniche di scavo, Roma, 2000.

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