Tecnologia no-dig protagonista a Termoli: posa di condotte idriche sul lungomare nord

La rivista “Servizi a Rete” ha pubblicato un’interessante case history di posa con tecnologia HDD sul numero 4 – luglio/agosto 2017, che potete leggere di seguito. Potete inoltre consultare la rivista a questo link.

 

TECNOLOGIA NO-DIG PROTAGONISTA A TERMOLI: POSA DI CONDOTTE IDRICHE SUL LUNGOMARE NORD

 

La tecnologia di trivellazione orizzontale controllata (TOC) è spesso la scelta più idonea per la posa di condotte in zone abitate. Questo è vero soprattutto se il lavoro deve essere svolto in una cittadina sul mare, quanto i turisti affollano già le strade e le spiagge. Come fare per ridurre al minimo il disturbo delle persone in vacanza e delle attività commerciali? Il Geom. Carlo Mastrovincenzo, titolare della società Costruzioni Mastovincenzo S.a.S., intervistato su questo argomento, ci ha parlato di un lavoro di posa che si è svolto in un contesto di questo tipo. La sua società infatti è stata protagonista di un cantiere molto interessante, che prevedeva il rifacimento della condotta idrica del lungomare nord di Termoli, in provincia di Campobasso, per un tratto totale di ben 5 km.

Inizialmente il progetto prevedeva la posa con scavo a cielo aperto, ma dopo una valutazione accurata della proposta della Costruzioni Mastrovincenzo si è optato per la tecnologia “no-dig”. I vantaggi sono stati da subito evidenti. Svolgere un lavoro di questo tipo con perforazione orizzontale controllata permette di accorciare notevolmente i tempi di esecuzione dei lavori. In più, c’è un vantaggio economico notevole dato che sono necessari molti meno mezzi di cantiere rispetto ai sistemi di scavo tradizionali: camion da carico, pale e benne sono superflue.

 

Non ci sono costi di trasporto per il materiale di scavo dato che gli unici scavi sono fatti per le buche di entrata e di uscita delle aste. Queste buche diventeranno poi pozzetti, quindi le zone in cui è necessario ripristinare il manto stradale sono davvero ridotte. Questo risparmio influisce in modo positivo anche sull’ambiente, riducendo l’inquinamento dato che non c’è materiale da conferire in discarica. In più, non c’è la necessità di acquistare materiale di ripristino e di riempimento. C’è anche un aspetto relativo alla sicurezza da non trascurare: la TOC ha garantito una maggiore sicurezza dell’area di cantiere per gli abitanti di Termoli. Con i sistemi tradizionali di scavo a cielo aperto, sarebbe stato necessario scavare un tratto lungo 5 km e profondo almeno 2 metri; sarebbe stato un rischio per la popolazione e un intralcio per le attività commerciali avere un cantiere così impegnativo vicino alla zona balneare.

Il lavoro è stato organizzato in modo molto accurato. Il geom. Mastrovincenzo ci ha spiegato che la sua società segue procedure molto precise per quanto riguarda tutta la gestione del progetto, dalla pianificazione alla posa effettiva. Prima di tutto, sono stati eseguiti degli accertamenti geognostici, per essere certi che il terreno fosse adatto per la perforazione. A questa indagine è seguita l’analisi delle mappature di tutti i servizi collocati nel tratto interessato alla posa. È necessario avere ben chiaro dove sono i cavi elettrici, telefonici, le condotte fognarie e del gas prima di intervenire. L’analisi delle mappature è supportata dall’indagine georadar, per verificare i livelli di profondità a cui sono collocati tutti i sottoservizi.

Una volta che si ha un quadro dettagliato del sottosuolo, si può iniziare con la perforazione. Per questo progetto è stato utilizzato un Navigator Vermeer D100x140 S3, dato che la posa prevedeva tubazioni del diametro di 280 mm.

La squadra al lavoro era composta da tre operatori : un operatore specializzato sul perforatore, uno strumentista per seguire l’andamento della perforazione e un operatore incaricato della gestione dei fluidi di perforazione. Ogni 4,5 m viene fatta la rilevazione del foro pilota (quindi ad ogni inserimento di una nuova asta) che viene riportata sul profilo di perforazione, il documento che traccia la perforazione riportando le misure di livello planimetrico e altimetrico. Dopo il foro pilota, sono stati eseguiti i vari passaggi di alesatura e poi il tiro della tubazione. I tratti di tiro-posa sono stati di circa 200-250m. In questo modo, le buche di entrata e di uscita sono state riutilizzate come pozzetti di posizionamento.

 

Queste sono state, tra l’altro, le uniche modifiche fatte al manto stradale.

Il geom. Mastrovincenzo sottolinea il fatto che questa tecnologia è sicuramente ottimale quando bisogna intervenire nelle zone abitate senza creare problemi al traffico e alle persone. Ovviamente, un aspetto fondamentale è il rispetto di tutte le procedure di sicurezza, per garantire un lavoro efficiente, preciso e senza rischi nella posa di condotte per tutti gli operatori coinvolti.

Grazie a questo intervento non invasivo, il lungomare di Termoli appare oggi come era esattamente prima dei lavori: una zona ordinata, caratterizzata da un vivace viavai di turisti e residenti.

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