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Smart cities, l’Italia si attiva: stanziati 65 milioni di euro per progetti-pilota

Il Ministero per lo Sviluppo Economico ha dato il via al programma di interventi per la realizzazione di Smart Cities, le città intelligenti, decidendo di stanziare una somma iniziale di 65 milioni di Euro per intervenire sulla rete delle infrastrutture cittadine. I fondi riguarderanno interventi per progetti – pilota che si faranno nelle aree delle Città Metropolitane, per sperimentare soluzioni innovative che non sono ancora utilizzate in Italia. Di fatto, l’obiettivo è quello di collegare e potenziare le infrastrutture presenti grazie alle Smart Grids, le reti intelligenti (quelle in grado di unire in un’unica rete interconnessa tutti i canali di comunicazione e di trasmissione dell’energia); è il momento giusto per intervenire in questo settore, anche grazie ai nuovi investimenti relativi alla banda ultralarga, un supporto importante per poter rendere le nostre città “smart”. Gli obiettivi del Ministero sono chiari. Oltre a migliorare la qualità della vita per i cittadini e semplificare le possibilità operative delle imprese, investire adesso in soluzioni tecnologiche nuove renderà l’Italia più competitiva sul mercato globale, come spiega Antonio Gentile, Sottosegretario di Stato con delega alle Smart City: “grazie agli investimenti che il Programma metterà in moto, si potrà generare non solo un significativo impatto su qualità della vita, crescita economica ed occupazione, ma rendere l’Italia un paese attrattivo per la sperimentazione dei più evoluti modelli di Smart City da parte di aziende multinazionali e delle eccellenze italiane”. L’obiettivo è quello di rimettere in gioco l’Italia come paese produttivo e all’avanguardia e per arrivarci bisogna partire proprio dal basso, dalla rete delle infrastrutture; una sfida importante, che richiederà molto lavoro da parte delle imprese specializzate in posa di sottoservizi. Ancora una volta la tecnologia no-dig avrà un ruolo in primo piano nella corsa verso la modernità, dato che per sostituire, integrare o migliorare la rete attuale ci sarà bisogno di intervenire in tempi rapidi ma senza creare problemi di circolazione o rischi per i cittadini.

Il Ministero punterà su progetti che coinvolgono sia il settore pubblico che quello privato e prevede di investire questi 65 milioni di Euro in due modi. Come si legge in una nota del Ministero, prima di tutto bisogna “promuovere infrastrutture e servizi energetici efficienti e connessi nelle aree urbane”, cioè si punterà su progetti volti a sistemare in ottica “smart”, quindi più tecnologica, la rete già esistente, con collegamenti all’avanguardia e un miglioramento generale della rete. Sarà sicuramente necessario un lavoro su larga scala, che preveda non solo l’installazione di nuove condotte, ma anche la sostituzione di quelle più vecchie o in cattivo stato. In più, è prevista l’attivazione di “appalti pre-commerciali di grandi dimensioni in risposta ai fabbisogni più innovativi espressi dalle amministrazioni”.  Questo tipo di appalti finanzia attività di ricerca e sviluppo per elaborare prototipi di prodotti o servizi che non sono ancora sul mercato, ma che saranno commercializzati una volta perfezionati.

Il Ministero, l’Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI) e l’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID) sono già al lavoro per individuare i quartieri delle Città Metropolitane in cui far partire i progetti – pilota.  Una volta che le aree in cui intervenire saranno scelte, sarà necessario un confronto anche con gli operatori privati dei settori coinvolti in questo progetto di modernizzazione: telecomunicazioni, energia e tecnologia informatica. Si prevedono quindi nuovi lavori sulla rete di infrastrutture e di sicuro le prime aziende coinvolte saranno quelle che si avvalgono della tecnologia “no-dig” di perforazione orizzontale; con questo sistema il lavoro procede velocemente, accuratamente e senza causare problemi alla viabilità cittadina, aspetto da non trascurare se si deve intervenire nelle aree congestionate delle Città Metropolitane.

Che ne pensate dei nuovi stanziamenti? Saranno davvero utili per migliorare le nostre città? Porteranno più lavoro per le imprese specializzate? Il parere degli esperti di settore è fondamentale: diteci cosa ne pensate.

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