Il futuro delle città italiane è

Il futuro delle città italiane è “smart”

Di sicuro nell’ambiente della perforazione orizzontale controllata avrete sentito nominare, negli ultimi tempi, le “Smart Grids”. Ma cosa sono? Le Smart Grids, o reti intelligenti, sono ciò che ci permette di essere al passo con i tempi per quanto riguarda la trasmissione di energia e dati. Esse costituiscono un sistema molto diverso da quello tradizionale: le Smart Grids permettono la circolazione in un unico reticolato dell’energia elettrica, dei dati informatici e della rete delle comunicazioni, in un sistema interconnesso ed integrato. Un unico sistema porta moltissimi privilegi, come spiega Enel Distribuzione, leader nazionale per la distribuzione di energia: l’energia è fornita in modo più sicuro ed affidabile, perché c’è meno dispersione ed è possibile monitorare e gestire in modo efficiente i picchi di domanda, e si riduce l’inquinamento perché diminuiscono le emissioni di  CO2. Ma cosa comporta la Smart Grid in una prospettiva più ampia? Come può migliorare concretamente la nostra vita? Gli scienziati ci hanno già pensato: queste reti intelligenti saranno alla base dello sviluppo di città intelligenti, le Smart Cities. Enel Distribuzione specifica che le Smart Cities diventeranno “un luogo dove infrastrutture, tecnologia e servizi si uniscono per offrire un centro abitato a misura d’uomo, in cui il risparmio energetico, la riduzione delle emissioni, il controllo dei consumi entrano a far parte della vita quotidiana dei cittadini, delle amministrazioni e delle aziende”. È la città che deve evolversi, per permettere di poter vivere in modo ecosostenibile. Oggi, infatti, i centri urbani consumano tra il 60% e l’80% della produzione energetica mondiale, e sono quindi responsabili della maggior parte di emissioni di CO2 nell’atmosfera. È chiaro che se aumenta l’urbanizzazione, aumenterà anche il consumo energetico e quindi le emissioni. L’obiettivo proposto con le Smart Cities è quindi quello di fare in modo che le città stesse possano risolvere dall’interno i problemi che generano. È un progetto enorme e davvero impegnativo: in poche parole, bisogna rivedere e in certi casi riprogettare tutto il sistema di tubi e cavi sotterranei di ogni città! Questo è di sicuro un lavoro fatto apposta per la tecnologia “Horizontal Directional Drilling” delle macchine Vermeer, ma non si possono affrontare progetti di questo tipo da un giorno all’altro, bisogna procedere per gradi, partendo dalla sensibilizzazione dei cittadini. Se ne è resa conto anche l’Unione Europea, infatti è nata nel 2010 la Carta dei Sindaci: i Comuni aderenti si impegnano a raggiungere sul proprio territorio gli obiettivi di miglioramento fissati dall’Unione Europea per quanto riguarda l’energia ed il clima. Sicuramente questo è un ottimo progetto, sia per la sensibilizzazione dei cittadini, sia come impegno da parte dei singoli Comuni a migliorare le proprie città, lasciando intendere che nel corso dei prossimi anni verranno impiegati uomini e mezzi per migliorare i sistemi di comunicazione. Scaldate i motori: ci sarà del lavoro da fare per i mezzi Vermeer!

Se siete curiosi di sapere come si svilupperanno queste città intelligenti, sappiate che le Smart Cities ci sono già. Accanto a città come New York, Toronto, Parigi e Barcellona l’Italia può essere fiera di avere un buon numero di Smart Cities in fase di crescita: Bari, Bologna, Cosenza, Genova,L’Aquila, Pisa e Torino. Vediamo tre esempi interessanti.

Il primo esempio di sperimentazione già ben avviato è quello di Bari, prima città del Sud Italia a decidere, nel 2011, di intraprendere il percorso “Smart”. L’obiettivo è quello di raggiungere una riduzione del 40% di emissione di CO2  entro il 2020 con investimenti per migliorare la rete di distribuzione energetica. Per fare ciò, è stato elaborato il progetto “Res Novae” che prevede la realizzazione di una piattaforma integrata per la gestione energetica (elettrica e termica) a livello di rete elettrica, che raggiunge il singolo edificio e che prevede un sistema di monitoraggio dell’utilizzo energetico. In termini pratici, sarà possibile per l’amministrazione comunale vedere che consumo energetico è necessario ad ogni singola unità (dispositivi elettrici, termici, elettrodomestici) per pianificare la distribuzione energetica ed evitare sprechi ed inquinamento.

Un’altra realtà virtuosa è quella di L’Aquila: anche qui infatti l’amministrazione comunale, in collaborazione con Enel, in sede di ricostruzione delle infrastrutture ha scelto di intervenire con il potenziamento Smart Grid sulla rete elettrica, per poter garantire un funzionamento ottimale dei nuovi impianti. L’Aquila punta molto sul coinvolgimento attivo dei cittadini, e sin dal 2013, anno di avvio del progetto Smart Grid, porta avanti iniziative che prevedono giornate informative per i cittadini, che sono coinvolti in varie attività. Per esempio, tutti gli abitanti del Comune hanno un dispositivo che permette di controllare quanta energia viene consumata e come, per rendersi conto di come effettivamente usano l’energia elettrica e quindi come fare per risparmiare.

E al nord? Anche qui abbiamo un caso esemplare: Torino, dove la Fondazione Torino Smart City coordina progetti sul piano non solo istituzionale, ma anche tecnico-operativo per la ristrutturazione della rete cittadina. La città di Torino si è impegnata in un progetto molto ampio, poiché l’obiettivo è realizzare non una semplice Smart City ma una vera e propria Smart Community. Per fare ciò, è in corso di realizzazione il progetto “Laguna Verde”, che coinvolge il comune di Settimo Torinese e prevede la riqualificazione in chiave Smart di una zona pari a 1 milione di mq per quasi 8000 nuovi abitanti, uno dei più grandi progetti di riqualificazione urbana ad oggi attivi in Italia.

Si prevede dunque per i prossimi anni un lavoro costante di perfezionamento delle infrastrutture cittadine in ottica “Smart”.. .e quale tecnologia è più “Smart” di quella no-dig? Pensateci: questi progetti sembrano fatti apposta per la perforazione orizzontale controllata. Bisogna lavorare in zone già urbanizzate, quindi i tempi di lavoro devono essere rapidi e il disturbo minimo: la tecnologia trenchless Vermeer al servizio delle città Smart del futuro.

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