Ha i numeri per sbancare


Proprio un anno fa eravamo stati ospiti di Vermeer Italia in una cava abruzzese per vedere all’opera una delle prime Terrain Leveler (TL) attive nel nostro Paese: era la “piccola” TL855, che ci aveva impressionato favorevolmente per capacità produttiva e semplicità di utilizzo. Questa volta il contesto era un po’ differente: uno sbancamento necessario alla preparazione del terreno per un’opera viaria, in un cantiere friulano. E la macchina in questione era la top della gamma, la TL1255, presa a noleggio dalla Vidoni di Premariacco (UD), che la terrà per circa un anno. Anche in questo caso le qualità evidenziate dal mezzo sono sempre le stesse: produzione istantanea di inerte già pronto per essere caricato, grande produttività, abolizione di esplosivi o martelli e di frantoi primari.

Queste caratterstiche le rendono le TL adatte, e a detta di Vermeer con ottimi risultati, addirittura per la rimozione di pavimentazioni in calcestruzzo su grandi superfici, conme quelle degli aeroporti. Naturalmente l’utilizzo di queste macchine ha senso quando le superfici da trattare sono molto estese, e danno il meglio di loro in maniera direttamente proporzionale all’omogeneità delle pendenze; nonostante la mole, inoltre, rivelano anche una insospettabile praticità e flessibilità di utilizzo. L’omogeneità della pendenza, dicevamo, è un ottimo alleato della macchina e della sua produttività, visto che i tempi morti corrispondono in sostanza agli spostamenti del laser per il continuo cambio dei piani di lavoro. A detta degli utilizzatori, in questo cantiere la Terrain Leveler è stata, per questo tipo di lavoro, un prezioso alleato. E, per certi versi, una piacevole scoperta.

TL 1255 E LE SUE SORELLE

Sul mercato italiano le Terrain Leveler sono proposte in quattro modelli: dalla TL855, che pesa 41 tonnellate e ha un motore C-6 Caterpillar da 261 kW, alla TL1255 che pesa 100 tonnellate e ha un motore C-16 da 447 kW. La larghezza di scavo varia dai 2.500 millimetri della 855 fino ai 3.700 millimetri della 1255. Tutti i modelli sono capaci di uno scavo con profondità fino a 810 millimetri.

Per trasportare la TL1255 servono due carichi eccezionali, fuori peso e fuori sagoma, che possono viaggiare in autostrada con scorta. È necessaria poi mezza giornata di lavoro per assemblare la macchina. I consumi orari sono in media di 100 litri di gasolio. La sua produzione, in cava con roccia dura ma stratificata, può arrivare a 140 metri cubi per ora; su roccia tenera (non affrontabile con ripper/martellone, ma solo con esplosivi) può superare i 250 metri cubi per ora.

NAVIGATORE LASER

Il laser guida permette alle macchine di “leggere il terreno” , e di orientarle seguendo il livello di escavazione adatto. “Per noi è stato un utile insegnamento, ci dice Maurizio Peresson, direttore tecnico della Vidoni, che ha migliorato l’operatività anche su altri cantieri e con altri tipi di macchine.

IL CANTIERE

Il cantiere consiste nella variante alla Strada Statale 52 “Carnica”, nella zona di Socchieve ed Enemonzo, in provincia di Udine. Il progetto esecutivo è stato affidato dopo gara d’appalto all’Impresa Vidoni di Udine. Il tratto in questione è rappresentato dal nuovo tronco in variante, compreso tra il km 24+000 ed il km 27+000 della sede stradale storica, situato nei comuni di Enemonzo e Socchieve; la soluzione di progetto, parte in vecchia sede e parte in nuovo tracciato, si estende per una lunghezza complessiva di 3.550 metri e sottende completamente il centro abitato di Socchieve.

Nel progetto sono presenti quattro principali opere. La prima è una struttura a portale costituita da un impalcato ad intradosso continuo realizzato con travi ad “U” a sezione costante prefabbricate in calcestruzzo armato, che presenta una lunghezza di 24 metri e ospita le tre corsie di marcia. La struttura principale dell’opera 2 è invece un arco a via di corsa inferiore a spinta eliminata, con la catena costituita dall’impalcato, mentre le campate di approccio, solidali alla campata principale, sono a via di corsa superiore. Gli archi sono tubolari e la soletta è una lastra ortotropa. L’opera 3 è un viadotto al Km 2+340, funzionale al delivellamento delle sedi stradali. L’opera 4 consiste in un ponte (simmetrico rispetto la mezzeria) sul torrente Filuvigna costituito da tre campate: quelle laterali hanno luce (in retto) di 6.50 metri circa, e quella centrale di circa 28; l’impalcato poggia su due spalle laterali e due pile centrali, queste ultime costituite da setti in calcestruzzo armato a spessore costante.

IL CONGLOMERATO DEL TAGLIAMENTO

Da un punto di vista geologico, nell’area si ha la predominanza di conglomerati poligenici del Tagliamento, costituiti dalla cementazione di ghiaia eterometrica ed eterogenea, a vari livelli, variamente arrotondata con ciottoli in matrice sia sabbiosa che limosa e argillosa. In più situazioni il materiale si presenta variamente fratturato. Questa particolare conformazione lapidea è un conglomerato di origine naturale, all’apparenza non dissimile dal calcestruzzo. Non ha infatti una struttura omogenea come la pietra naturale, pur essendo molto compatta. Ha una durezza (rottura a pressione) di 30/35 megaPascal.

CONTROLLO ELETTRONICO

Tec-Plus è un sistema totalmente elettronico di controllo dell’intera macchina che gestisce la potenza della Terrain Leveler a seconda delle condizioni e tipologia del terreno: quando questo assume in taluni punti dei picchi di durezza, Tec-Plus aumenta la potenza idraulica e regola il numero di giri del motore endotermico, facendo in modo che non calino qualora le lame subissero un maggior attrito. In questo modo velocità, produttività e affidabilità rimangono costanti.

 

LA SOCIETÀ VIDONI DI TAVAGNACCO (UD)

La Vidoni è un gruppo che opera nel settore delle costruzioni civili e industriali da due generazioni. Fondata nel 1954 da Gia como Vidoni, viene oggi gestita dai figli Giuliano e Marco. Fin dagli inizi l’azienda si è occupata di lavori idraulici, acquedottistici, fognari ed edili nonché della realizzazione di strade, ponti e gallerie sia a livello regionale che nazionale, acquisendo nel tempo una sempre maggiore esperienza e professionalità nel settore delle costruzioni.

INTERVISTA a Ing. Maurizio Peresson Direzione Tecnica

Che macchine Vermeer state utilizzando in questo momento?

Stiamo lavorando con una TL855 e una TL1255, con le quale stiamo operando su due sbancamenti per infrastrutture stradali, uno a Socchieve e l’altro a Premariacco, sempre in provincia di Udine. In entrambi i cantieri il terreno da lavorare è il cosiddetto “Conglomerato del Tagliamento”, una specie di calcestruzzo naturale di origine alluvionale.

Come si sono comportate?

Abbiamo avuto buoni risultati sia in termini di produzione che in termini di precisione di scavo, e per noi sono state una scoperta visto che è la prima volta che le utilizziamo. Non stiamo coltivando una cava e non abbiamo grandissime superfici livellate.

Ma le macchine, pur essendo ingombranti, si sono rivelate piuttosto agili. Perché la scelta è caduta sulle Terrain Leveler di Vermeer?

Abbiamo valutato vari tipi di macchine, tra cui frese minerarie di altre marche, che si sono dimostrate meno performanti. Queste frese erano oltretutto autocaricanti, caratteristica che per noi, viste le produzioni, era in effetti uno svantaggio. Il martellone (seguito dal ripper) sarebbe stata un’alternativa, ma poi i materiale avrebbe dovuto subire una ulteriore frantumazione.

Per quanto riguarda l’esplosivo, poi, sappiamo quanti problemi dia l’ottenimento delle dovute autorizzazioni, specialmente in un contesto fuori dalla cava. Quali sono i punti di forza delle TL?

Innanzi tutto forniscono un materiale fresato che noi riutilizziamo senza trattarlo, poiché ha già una granulometria adatta. Abbiamo poi meno movimentazione e meno macchiane necessarie per lo sbancamento. L’utilizzo del laser, inoltre si è dimostrato inoltre un ottimo alleato, tanto che abbiamo imparato ad usarlo anche coi grader, su altri cantieri. Il consumo di carburante, infine, è abbastanza contenuto.

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