Certificazione del cippato di qualità: a che punto siamo?

Certificazione del cippato di qualità: a che punto siamo?

Anche il cippato dall’anno scorso ha la sua certificazione di qualità: la BiomassPlus. Questa certificazione è nata nel 2015 grazie al lavoro delle associazioni AIEL (Associazione Italiana Energie Agroforestali) e ENAMA (Ente Nazionale Meccanizzazione Agricola). Anticipando le future leggi, che saranno più severe sul controllo delle emissioni nocive e sulla tutela dell’ambiente, queste associazioni hanno messo a punto un sistema che garantisca la qualità del materiale prodotto. Tutti i produttori (e anche i distributori) di cippato, legna da ardere e bricchette possono ottenere la certificazione BiomassPlus.

 Di fatto, che garanzie offre? Vediamole insieme:

  • Legalità e tracciabilità del legno utilizzato: il certificato BiomassPlus attesta che il materiale viene tenuto sotto controllo in ogni fase produttiva.
  • Rispetto dell’ambiente: per poter ottenere la certificazione, è necessario dimostrare che il ciclo produttivo riduce del 70% le emissioni di CO2 rispetto a quanto prodotto dal gas naturale, a parità di energia che si può generare.
  • Rispetto della normativa ISO: per certificarsi, bisogna dimostrare di rispettare i parametri delle norme ISO specifici per ogni materiale.
  • Nomina di un responsabile addetto al controllo: una persona interna all’azienda deve assicurarsi che tutte le norme vengano rispettate.
  • Verifica periodica delle strutture di realizzazione: la sede in cui si produce il materiale deve avere caratteristiche infrastrutturali precise, controllate periodicamente.

La certificazione BiomassPlus prevede 4 livelli diversi, con condizioni più restrittive man mano che il livello aumenta:

  • Livello B1: è il livello più basso, prevede la nomina di un responsabile addetto al controllo e la disponibilità di mezzi di trasformazione e movimentazione adeguati.
  • Livello A2: in fase di stoccaggio, prevede la separazione dei materiali trattati in base alla qualità per evitare contaminazioni.
  • Livello A1: il materiale è lavorato e conservato in una struttura coperta.
  • Livello A1+: deve essere previsto un sistema di vagliatura e di essiccazione forzata.

Questa procedura di controllo della qualità del materiale è utilizzata anche per la certificazione ENPlus: creata nel 2011, attesta l’alta qualità nella produzione di pellet e ha validità europea, visto che è stata realizzata in accordo con l’European Pellet Council (l’organizzazione che rappresenta a livello europeo tutti i produttori di pellet). Come nel caso della certificazione BiomassPlus, anche qui la produzione è controllata lungo tutta la filiera e questo garantisce il rispetto dell’ambiente durante tutto il processo produttivo, oltre ad avere come risultato pellet di alta qualità.

Perché potrebbe essere utile ottenere la certificazione BiomassPlus? Perché è sempre più importante il rispetto dell’ambiente e il controllo sulle emissioni nocive. Con questo sistema, si attesta in modo ufficiale che il cippato è prodotto con legname certificato e controllato all’origine, evitando così il sospetto di utilizzare legno con presenza di sostanze tossiche o di provenienza incerta. Il certificato BiomassPlus toglie questi dubbi al compratore.

C’è anche un altro aspetto da tenere presente: questa certificazione volontaria potrebbe essere un sostegno importante per il rilancio della filiera boschiva. Il tema è molto caldo per tutti gli operatori della filiera del legno. Infatti la richiesta controllata di materiale di qualità può essere uno stimolo ulteriore per nuove politiche di sviluppo in ambito forestale. Oggi, a detta degli esperti, l’impresa boschiva prevede troppe limitazioni e troppi vincoli burocratici che rischiano di comprometterne lo sviluppo e l’espansione. La certificazione potrebbe fornire un unico sistema di controllo che sia valido per tutte le parti coinvolte: gestori delle imprese boschive, produttori di legname e di cippato, nonché compratori. Così, tutta la procedura burocratica sarebbe molto più semplice e controllata.

Voi siete a favore della certificazione BiomassPlus? Ritenete che possa essere utile, anche come forma di supporto della filiera boschiva? L’opinione degli specialisti del settore è molto importante per noi. Fateci sapere cosa ne pensate commentando l’articolo!

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